Madre morta
1910
Egon Schiele trasforma la tenera immagine di una madre e un bambino in qualcosa di profondamente inquietante. Avvolto in un vortice di capelli neri o vestiti, un neonato addormentato è cullato da una figura il cui volto sembra più un teschio che un essere umano. Quella massiccia mano artigliata nella parte inferiore è un chiaro indizio dello stile di Schiele: egli credeva che le mani rivelassero l'ansia dell'anima. Dipinto nel 1910, durante l'apice del suo periodo espressionista, questo lavoro spoglia la maternità del suo sentimentalismo per esporre la realtà cruda e fragile della vita e della morte.
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