Architettura alpina Pl. 4
1919
Subito dopo la devastazione della Prima Guerra Mondiale, l'architetto tedesco Bruno Taut immaginò un futuro utopico in cui natura e architettura si fondevano in un'unica entità spirituale. In questa pagina del suo libro del 1919 intitolato «Architettura alpina», egli prende vere cime montuose come il Wetterhorn e le immagina trasformate in cattedrali cristalline e guglie di vetro. Il testo manoscritto in tedesco a sinistra funge da manifesto in cui le rocce stesse supplicano gli esseri umani di «costruirci» e di diventare belle attraverso lo «spirito umano». È una visione espressionista selvaggia di un mondo in cui gli edifici non sono solo scatole, ma estensioni viventi e luminose della Terra stessa.
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